Il 2 febbraio di cento anni fa scompariva una delle più interessanti personalità della classe dirigente umbra a cavallo tra Otto e Novecento: Eugenio Faina.

Deputato prima e senatore poi, il conte Faina è stato un modernizzatore dell’agricoltura della nostra regione, sempre aperto a introdurre quelle novità che giungevano dall’estero e dalle altre zone d’Italia più sviluppate. Cuore delle sue innovazioni fu la tenuta di San Venanzo, paese di cui la famiglia Faina era originaria: tra il 1874 e il 1899 egli mise a punto delle innovazioni colturali e promosse delle riforme anche in ambito sociale volte a migliorare le condizioni di vita dei contadini, oltreché ad aumentare le rendite agricole in anni difficili come quelli della crisi agricola che colpì l’Italia negli anni Ottanta dell’Ottocento. A questo proposito sperimentò delle scuole rurali per i figli della sua tenuta, il cui modello fu esportato negli anni successivi.
Fu poi promotore della nascita dell’Istituto Superiore di Agricoltura di Perugia, presso San Pietro, divenuto poi Facoltà di Agraria.

Per i suoi meriti fu scelto come Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni dei contadini nelle province meridionali e in Sicilia, nonché di primo Presidente dell’Istituto internazionale di agricoltura, con sede a Roma.

Dopo aver partecipato alla terza guerra di indipendenza nel 1866, si arruolò sessantenne nella prima guerra mondiale: si occupò in particolare di organizzare le semine ed i raccolti nelle zone del fronte vicino al Piave.

San Venanzo, dove nacque nel 1846 e dove morì il 2 febbraio 1926, si appresta a ricordarlo nel migliore dei modi: cogliendo l’occasione del centenario, l’organizzazione di una mostra e di altri momenti per celebrare la memoria di uno dei suoi figli migliori sono atti dovuti per una personalità tanto importante.